Pollice verde/2

Stamattina ho praticato l’incisione sui miei tre semini di Loto e li ho messi nel vasetto con l’acqua calda. Ora sono sopra il termosifone vicino all’entrata del mio ufficio: la porta è a vetri, così la luce è garantita per tutto il fine settimana. Uno dei semini ha già cominciato a gonfiarsi, a breve dovrebbe germogliare; gli altri sono ancora allo stato primordiale.

Lunedì saprò se sono nate le piccole piantine, o se la situazione non è per nulla mutata, oppure se si sono sviluppate tanto da invadere l’ufficio come una giungla, ipotesi che ha fatto tanto ridere le colleghe, che già si immaginavano di doversi fare strada a colpi di sciabola per raggiungere la scrivania!

Mentre i miei semini fanno il loro dovere di crescere forti e belli, io me ne vado con Marco ad Asiago, per un fine settimana sull’ultima neve della stagione: ci aspettano passeggiate, sfide a palle di neve,  forse qualche capitombolo con la camera d’aria e sicuramente cene a base di gustosi e morbidi formaggi, polenta e speck (rigorosamente di Asiago)!!!

Pubblicato in:  on Marzo 28, 2008 at 5:04 pm Commenti (2)
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Pollice verde

Da qualche settimana ho comprato tre (di numero) semi di Fiore di Loto. Per chi già stesse pensando a chissàche, ho scritto “Fiore di Loto”, che non c’entra nulla con cannabis o canapa, come sosteneva il titolare del mio ufficio; ma sembra che al capo non dispiacerebbe affatto avviare una coltivazione di quel tipo, visto che conseguenza delle prossime elezioni sarà con MOOOOLTA probabilità una Finanziaria-bis… Che c’entra il capo con la pianta? beh la coltivazione si svolge proprio in ufficio, visto che ultimamente passo molto più tempo lì che a casa…

Ho scovato i semi presso un negozio molto conosciuto del centro, dove vendono giocattoli e cose piuttosto bizzarre, come il “mondo autosufficiente”: si tratta di una sfera dove sono racchiusi tutti gli elementi necessari (aria, acqua, un po’ di terra, piante per il ricambio dell’ossigeno, ecc.) per la sopravvivenza di una specie di gamberetto, o almeno questo mi è sembrato…

Nello scaffale dedicato all’esposizione dei giardini zen in miniatura, ho trovato il mio Fiore di Loto; non ci ho pensato due volte prima di comprarlo, perché questo fiore ha in qualche modo a che fare con la mia vita, come se “girasse” intorno a me. Più volte mi mi ci sono imbattutta: non solo durante le gite presso laghetti e stagni, ma anche nella vita di tutti i giorni, dal corso “Semplicemente al femminile”, quando si parlava di posizione del Loto per una migliore concentrazione sulla respirazione, alla fragranza della mia crema esfoliante, al mio abito da sposa, che porta proprio quel nome e che è ancora custodito presso il negozio (se non l’hanno venduto a mia insaputa), comprato per 2/3 e indossato solo in prova.

Secondo le istruzioni riportate sulla confezione, per coltivare questa pianta bisogna bagnare i grani per due giorni per farli inumidire; poi incidere leggermente il seme con un coltello, facendo attenzione a non tagliare la parte interna e metterli in un vaso rotondo in acqua calda (si consiglia di mettere il vaso su una mensola sopra un termosifone, per mantenere calda l’acqua). Qualche giorno dopo si dovrebbero vedere i primi germogli. A quel punto bisogna ripiantare le piantine in un vaso più grande con terra da giardino, coperta da almeno 10 cm di acqua.

Sono alla fase n.1, insomma i miei semini si stanno inumidendo. Venerdì praticherò l’incisione. Se ho il pollice verde (o di Loto) lo scoprirò nei prossimi giorni!!!

Pubblicato in:  on Marzo 26, 2008 at 11:25 pm Lascia un Commento
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Pasquetta e lieti eventi

E’ stata una Paquetta ricca di lieti eventi quella di ieri.

Stavamo ancora aspettando i ritardatari all’appuntamento al Piazzale, quando Luca (che MIRACOLO era arrivato piuttosto in orario, bravo Paruky) mi annuncia che la notte tra venerdì e sabato (se non ricordo male) è nato Paolo, il pupo di Giuseppe ed Arianna: BENVENUTO PAOLO!!! e pensare che avevo incontrato i neo genitori solo pochi giorni prima in ospedale, durante l’ultimo servizio clown; ho fatto appena in tempo ad accarezzare il pancione di Arianna!!!

Durante il prazo, poi, ecco un nuovo annuncio da Infe ed Elisa: “Annuntio vobis gaudium magnum: Habemus Filium!!!” Un’ovazione generale dai 40 partecipanti al banchetto e un coro di auguri si è levato all’unisono! Applausi e baci da ovunque ai futuri genitori, mentre un brivido percuoteva la mia schiena e lacrime di gioia mi offuscavano la vista. Mai provata una simile contentezza per degli amici tanto speciali. Ovviamente non poteva mancare una gag sull’argomento, o meglio un remake della nascita del figlio Pallina-da-tennis/Gioti, scena del DVD regalato ad Infe ed Elisa per il loro matrimonio… “che butta la mamma UHAHHHHH!!!”

Tanti, tanti, tanti carissimi auguri!

Pubblicato in:  on Marzo 25, 2008 at 4:36 pm Lascia un Commento
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Vi racconto una storia

Qi Gong… Taiji Quan… Taiji Quan in stile Jang… Leggendo l’opuscolo introduttivo del corso la prima cosa che Daniela si è detta è “eeeeh?”. Per fortuna c’è Wikipedia e lì trova parecchie informazioni su queste tecniche, che scopre avere lontane origini, che si intrecciano con la medicina tradizionale cinese.

“Però… interessante!” pensa Daniela “Dai, sono proprio curiosa di vivere questa esperienza e soprattutto sono contenta di imparare esercizi e tecniche di rilassamento: visto la vita che ultimamente ho vissuto, mi ci vogliono proprio!”

“Ascoltate il vostro respiro” dice l’Angela del corso, mentre le partecipanti si sdraiano sui loro materassini, “Se arrivano dei pensieri li consideriamo un attimo, poi li lasciamo scivolare via riportando l’attenzione sul respiro”… 1000 pensieri affiorano alla testa di Daniela: il moroso, l’ufficio, le sorelle che litigano con il papà… “devo concentrarmi sul respiro!!!”… “NOOOOO mi sono dimenticata di fare quella telefonata”… “Concentrati sul respiro”… “Ho ricordato alla mamma che sono al corso? E se mi chiama e ho lasciato il cellulare acceso? Che figura se suona, poi la mamma insiste ed insiste se non rispondo”… “Il respiroooo!!!” “Onde… le onde del mare! Che bello, ho proprio voglia di mare… uffa, devo concentrarmi sul respiro…” ma il suo respiro ha il ritmo delle onde… e le onde la stanno coccolando! La pace… la tranquillità… il nulla… il fisico che si ricarica! Una voce sussurra il suo nome, una voce soave, tranquilla, ristoratrice; le sue sillabe sono trasportate dalle onde del mare appena mosso.

Il suo nome… quale forte significato ha Daniela! “Dio è il mio giudice: Fermi tutti! Nessuno mi può giudicare, solo Dio!!!” si sente dire con la sua voce d’Oltretomba. Come se avesse chissà quale potere! E invece a volte questa ragazza si sente schiacciare, perché le sembra che le persone si aspettino sempre qualcosa da leie, qualcosa di importante, eclatante, come se dovesse dar vita all’8° meraviglia del mondo!!! Per lei, invece, la meraviglia è ascoltare l’andamento ondulatorio del suo respiro e sentire, anche su un duro pavimento, la magnifica sensazione di lasciarsi trasportare dalle onde del mare, come quando i bambini fanno “il morto a galla”.

Yin e Yang sono di nuovo in equilibrio, nessuno dei due è portato all’eccesso rispetto all’altro, tutto è pace, tutto è salute, tutto è benessere, tutto è movimento armonico. Si placa la stanchezza, si riduce lo stress; non si corre più: si cammina.

Il corpo si ricarica, l’energia fluisce… dai piedi, le mani sfiorano le gambe, il torace, arrivano al punto di trasformazione e si girano, salgono verso il cielo per prendere qualcosa, una nuova energia che incanalano dalla testa e trascinano lungo tutto il corpo, fino a raggiungere di nuovo i piedi. È l’esercizio energetico che ha fatto schizzare Daniela la scorsa settimana, quando in macchina aveva una tale carica da suonare ad ogni guidatore lento che le capitava a tiro di clacson; lei che di solito è il silenzio in persona mentre è in auto!!! Per non parlare dell’arancia maciullata sul suolo della cucina o del coltello scagliato addosso alla parete, forse per tagliare il manto dell’oppressione che la soffoca, comunque per dire basta ad una sorella che parlava di cavolate e non voleva sentire il suo dire “ASCOLTAMI, è importante quello che ho da dire”!

Non è ascoltata, nessuno a casa la ascolta… troppo occupati dal lavoro delle sorelle, l’unico argomento di cui si parla a tavola, come se non ne avessero già abbastanza di problemi di ufficio. Tutta la famiglia dovrebbe prendersi carico del lavoro delle sorelle, in prima persona la mamma, che si preoccupa di trovare clienti per loro. L’attaccamento esageratamente invadente della mamma continua… 30 anni per niente? Ma con Daniela non funziona più, anche se ci prova e ci riprova, non attacca più: ha messo dei paletti, le mura della sua privacy vanno, però, ancora fortificate. Ma ha la testa dura e nello sgabuzzino c’è una cassetta piena di arance…

 

Pubblicato in:  on Marzo 22, 2008 at 11:29 am Lascia un Commento
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Servizio clown del 18/03/2008

Reparto visitato: Chirurgia pediatrica; Equipe: Genius e Gattone (Angeli), Ciop ed Indy (in formazione).

Arriviamo (io e Ciop) in “leggerissimo” ritardo, ma ci cambiamo e ci trucchiamo in fretta… Vabbé, potevamo fare anche con più calma visto che abbiamo dovuto aspettare i nostri Angeli in atrio! Ma l’attesa ci ha permesso di incontrare Giuseppe ed Arianna, che tornavano a casa dopo una visita medica. Che bella era Arianna, con quello splendido pancione e Giuseppe era raggiante! Tra un mesetto, quindi, conosceremo Paolo!!! Li salutiamo tutti contenti e loro ci mettono un po’ prima di riconoscerci, così truccati e trasformati in clown! Ma che festa appena Giuseppe ha realizzato chi si nasconde dietro il ruolo di Cip & Ciop!!!

Finalmente arrivano Genius e Gattone e corriamo in reparto. Prima ancora di andare dalla Caposala, ci imbattimao in un bambino in saletta giochi, che viene imboccato dalla mamma. Subito cominciamo a giocare con lui, ma capiamo che il piccolo paziente è spaventato e che sta per cominciare a piangere! Ciop tira rapidamente fuori le bolle di sapone ed io lo seguo a ruota: in pochisso tempo le lacrime si sono tramutate in curiosità, poi in un sorriso! che cosa semplice eppure provvidenziale sono le bolle di sapone!

Genius inizia subito con i suoi giochi di prestigio e presto altri bambini, attirati dalla confusione, escono dalle stanze e si dispongono in cerchio intorno a noi. Così la maggior parte del nostro servizio si è svolto in corridoio!!! tutti hanno avuto il loro palloncino: molte spade, qualche cagnolino, un arco con la sua freccia e soprattutto un cagnolino/bassotto/giraffa (e chi pù ne ha più ne metta!) fatto dal mio Ciop… in orizzontale era un bassotto con il corpo un po’ lungo, in verticale una giraffa… con una gamba sola… meglio il bassotto, vah!

Cominciamo il servizio stanza per stanza e decidiamo di dividerci in due gruppi: io, Ciop e Gattone, da una parte, Genius e Indy dall’altra. Troviamo una bambina napoletana, la cui mamma ci chiede di fare UNA FARFALLA!!! seeeeh! so fare appena un fiore!!! per fortuna c’è Gattone, che crea una splendida farfallona viola e rosa, i colori preferiti della bimba. Nella stanza successiva incontriamo una ragazza ope-randa… randa… ramba… la gag su Rambo non poteva mancare.

Non siamo potuti entrare nelle ultime stanze, perché i bambini erano già a nanna, ma tutto sommato bene così: ero proprio sfinita!

Pubblicato in:  on Marzo 21, 2008 at 4:03 pm Lascia un Commento
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Il cacciatore di aquiloni

Ieri sera ho fatto tardi, ho spento la luce che ormai era l’una passata. Leggevo e leggevo, ogni volta mi dicevo “ancora qualche riga, tra un po’ smetto”, ma ogni riga attirava la lettura della successiva, ogni paragrafo attirava il successivo, così ieri notte ho terminato questo splendido libro.

L’ho trovato stupendo, ma ciò che provavo leggendolo è una grande arrabbiatura nei confronti del media. Il telegiornale ci fa vedere ogni giorno immagini piuttosto forti, che non dovrebbero neppure essere trasmesse se si considera che a quelle ore i bambini sono davanti alla televisione. Tuttavia (per l’audience? per essere i primi a trasmettere certe notizie? perché i telespettatori sono attirati dalle sciagure? boh…) quelle immagini vengono trasmesse. Leggendo questo libro mi sono chiesta: perché allora non ci raccontano tutto, ma proprio tutto quello che succede? quante verità ci tengono nascoste? Ci indignamo se sentiamo di una persona che, di nascosto, raccoglie materiale pedopornografico, ma non sappiamo che a poche migliaia di km da noi c’è chi fa queste ed altra cose (ben peggiori) alla luce del sole!

Sono rimasta sconcertata e ho pianto lacrime amare mentre leggevo il finale: ho provato vergogna, tenerezza, solidarietà, voglia di giustizia. Mi sentivo agitata… per fortuna ho imparato gli esercizi di rilassamento!!!

Pubblicato in:  on Marzo 18, 2008 at 1:08 pm Lascia un Commento
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Corri, corri…

La settimana scorsa ho corso davvero troppo e più cerco di fare le cose in fretta, per guadagnare tempo per me, più mi accorgo che le giornate scivolano, si proprio scivolano sotto i miei piedi… ed è subito venerdì. Come tutte le settimane, la promessa che mi faccio e rifaccio ogni lunedì non viene mantenuta. Tutte le volte mi dico: questa settimana mi dedicherò di più a me stessa, alla cura di me. Per “cura di me” non intendo solo cura fisica, ma soprattutto psicologica: un po’ più di svago, tipo una cena al ristorante con Marco, un po’ più di tempo da dedicare al blog, riprendere a frequentare la palestra. NIENTE. L’ufficio mi ha tenuta inchiodata alla sedia ed al computer ben oltre il normale orario di lavoro. Beh lo ammetto, un po’ è anche colpa mia, ho rimandato più e più volte pratiche e doveri relativi al mio lavoro come libero professionista, quindi i miei orari quasi impossibili sono dovuti anche a quello! Ma non si è trattato del tutto di mancanza di voglia di lavorare, piuttosto di troppe cose da fare come lavoratore dipendente! (Lavoro presso lo studio di un commercialista, in attesa di superare l’Esame di Stato, poi si vedrà).

Due lavori… tutta colpa della legge italiana che permette la gratuità del lavoro del praticante (nel mio caso praticante commercialista). Così per ottenere quel minimo di indipendenza economica per potermi permettere un’auto tutta mia (usata, ma carina) e una (unica) vacanza all’anno, ho iniziato un’attività come amministratore di condominio. Ora che ho un lavoro dipendente, posso finalmente dire “ciao ciao condomini”! Non credo ci sia il bisogno di spiegare perché tra i due lavori ho scelto di lasciare quello di amministratore di condomini…

Tornando ai miei orari impossibili, il mio programma lavorativo di oggi era il seguente: mattino a Bassano (presso un cliente dello studio), ritorno a Vicenza, mezz’ora di pausa pranzo (un panino ed un succo di frutta), pomeriggio in ufficio; dalle 14 alle 16: lavorare come dipendente; dalle 16 alle 18: lavorare sui condomini; poi palestra. Come da programma, ovviamente… ho lavorato dalle 14 alle 17.30 come dipendente e dalle 17.30 alle 19.30 sui condomini; sarei dovuta partire alla volta della palestra, ma appena salita in macchina le mie mani si sono rifiutate di girare il volante verso destra (direzione palestra) ed hanno voltato a sinistra: la strada più breve verso i miei comodissimi (e ormai deformati) pantaloni da casa e le mie morbide e calde pantofole… Le mani hanno obbedito a quel grillo parlante del mio sub-conscio, che già da qualche ora ripeteva: “tu sei una pazza! cosa vuoi fare? esaurire le poche energie che hai recuperato durante il fine settimana in un’unica giornata? ed è solo lunedì!”

OK, capito l’antifona! Per fortuna siamo a Marzo, c’è ancora tempo prima della prova costume!

Pubblicato in:  on Marzo 17, 2008 at 11:39 pm Lascia un Commento
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Medioevo vicentino

“Mercatura, nobiltà et homini d’arme nella Vicenza del ‘300″: questo il titolo dell’evocazione storica della Vicenza del 1300, svoltasi domenica scorsa in Piazza delle Erbe, proprio dietro la Basilica Palladiana. E’ stato bellissimo passeggiare mano nella mano con il mio Marco tra i contadini, i santoni, i nobili che, in abiti trecenteschi, passeggiavano, a tratti un po’ annoiati, lungo la piazza. Il mercato era ben fornito: c’è chi vendeva oggetti rigorosamente di legno (dal quale abbiamo comprato una fruttiera e due tartarughe con calamita da attaccare alla cappa della cucina), poi c’era il banco del fabbro, del maestro armaiolo, della zecca, degli oggetti sacri e dell’alchimista. Il bancone del maestro armaiolo era quello più circondato dai più piccoli: oltre alle vere spade, l’artigiano produceva spade e scudi di legno a misura di bambino e c’era chi faceva a gara a chi aveva la spada meglio intagliata o lo scudo più imponente.

Ma il banco che ci ha attirato di più è stato quello dei maestri panificatori: produzione su larga scala (beh per quei tempi!) di pane, dalla macinatura del grano alla cottura della profumata pagnotta. La macinatura era fatta a mano, tramite una “piccola” macina da 50 kg con due maniglie per facilitarne il funzionamento: un po’ di grano fatto cadere attraverso il buco in alto, pochi giri, tanto olio di gomito ed ecco pronta la farina per l’impasto. Marco non ha resistito alla tentazione di provare a macinare un po’ di grano, con gran sollievo del mugnaio, che finalmente poteva risposare le braccia stanche. Poco più in là, un altro bancone con un’altra macina, questa volta non di grezza pietra, bensì di pregiato marmo di Carrara; sulla pietra superiore era scolpita una volpe, come se si fosse accoccolata lungo il bordo della macina. Abbiamo scoperto che è stata fatta a mano dal proprietario stesso, che ne produce a richiesta per la cifra di 400/500 euro (beh poco se si considera il marmo e il lavoro dell’artigiano). Ovviamente, data la nostra passione per la cucina di pane e pizza, ci siamo procurati un suo biglietto da visita… sarebbe divertente prepararli partendo dalla macinatura, ma credo che dovremmo programmare la preparazione con almeno 1 settimana di anticipo!!!

Ho letto sul giornale locale che la manifestazione era stata inizialmente programmata per l’Epifania e poi rimandata per brutto tempo… beh pioveva anche domenica!!! Ma che importa? Io mi sono divertita tantissimo a vedere il giaccone di Marco diventare a poco a poco bianco di farina… tanto se lo lava da solo!!! ;-)

Pubblicato in:  on Marzo 12, 2008 at 12:24 am Commenti (1)
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Serata pallavolistica

Giovedì sera ho ricevuto un invito da “The President” (Gioti per gli amici) dell’AltaVolley a un allenamento/partitina di pallavolo, tra compagni di squadra. Era parecchio (dall’estate scorsa) che non mettevo piede su un campo di pallavolo, perciò ho colto subito l’occasione: ho saltato palestra (sala pesi – tanto devo ancora pagare il mese) e sono partita per Altavilla, sede della mia ex ed unica squadra.

Nonostante la palestra (tra l’altro lasciata da parte per quasi un mese, causa brutta influenza), sono davvero arruginita! Non sono più abituata ai ritmi degli allenamenti di pallavolo: il riscaldamento iniziale l’ho fatto tranquillamente, ma le schiacciate a rete… salta, corri, risalta, vai a muro (beh… muro…), evita pallonate di chi (Megola) schiaccia dopo ti me, ricorri, risalta… ero senza fiato!!! Il risultato: un male ai muscoli atroce ed evidenti problemi di deambulazione, tanto che sono convinta che camminata di una scimmia sia molto più femminile della mia!!! Per fortuna oggi mi aspetta un lunghissimo pomeriggio alle terme di Abano: la fontana di acqua bollente è mia!!!

Da una parte è stato bello ritrovare alcuni (sono rimasti in pochi) dei vecchi compagni di squadra per una semplice partitina, ma dall’altra ho capito che (almeno per il momento) il capitolo “pallavolo” appartiene al passato. Manca lo spirito che univa la squadra fondatrice dell’AltaVolley.

Mi ricordo quando ci incontravamo il martedì sera per giocare in un campo di erba, in un parco giochi di Nogarazza (Arcugnano – VI). Era estate e il gioco durava finché c’era quel barlume di luce che permetteva di individuare la palla. Ai primi freddi, abbiamo deciso di continuare presso una palestra. La scelta è stata per la palestra di Valmarana (perché era l’unica che ci è stata affittata). La passione per il gioco è aumentata con il passare dei mesi e anche il numero di membri è cresciuto, ma ciò che ci distingueva dalle altre squadre è che noi ci conoscevamo tutti da un bel po’, perché già uscivamo insieme nei week end.

Poi sono arrivate altre persone, soprattutto in sostituzione dei “feriti” che ci siamo lasciati alle spalle (ho perso il conto delle slogature alle caviglie, ai polsi, per non parare delle fratture per cause estranee al gioco). Persone simpatiche, certo, ma forse un po’ troppo ambiziose. Si è cominciato a parlare di tornei. Da quel giorno lo spirito iniziale ha cominciato a scemare: si giocava per (tentare invano di) vincere contro squadre fatte da ex giocatori tipo Mazinga che scagliavano palle bomba da ogni angolo ed in ogni angolo del campo. Delusioni, amarezze, anche un bel po’ di risentimento per chi non si impegnava a dovere in campo erano all’ordine del giorno. Dall’anno scorso si sono aggiunti membri forse ancora più ambiziosi, perciò quella fiammella rimasta dello spirito iniziale si è definitivamente spenta. Ora la squadra ha un allenatore che (è normalissimo) pretende che gli allenamenti siano fatti seriamente, niente inutili chiacchiere, tutti pronti e scattanti all’ora esatta, molti favoritismi in campo. Ho notato che ora hanno tutti la borsa della squadra ed il numero dei palloni sono aumentati di non poco, tutte cose comprate con i soldi di 4 o 5 sponsor.

I vecchi amici hanno davvero bisogno della borsa, della tuta e della maglia apposta per allenarsi? Sono davvero necessari tutti quegli sponsor per divertirsi in compagnia? Non mi sento più parte di questa squadra e preferisco ritrovare i miei vecchi compagni, i veri padri fondatori dell’AltaVolley, fuori del campo di gioco. Là lo spirito iniziale esiste!

Pubblicato in:  on Marzo 8, 2008 at 3:52 pm Lascia un Commento
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Auguri a tutte le donne!!!

Riporto parte del testo di una mail che una collega clown ha inviato a tutte le donne.

 

Le ragazze sono come le mele sugli alberi, le migliori sono in cima all’albero.

Gli uomini non vogliono arrivare fin lassù perché hanno paura di cadere e di ferirsi. Perciò prendono le mele marce che sono cadute a terra e che, pur non essendo così buone, sono facili da raggiungere.

Però le mele che stanno sulla cima dell’albero pensano che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà sono le migliori. Semplicemente devono essere pazienti ed aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia così coraggioso da arrampicarsi fino alla cima dell’albero per esse.

Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi ci ama farà di tutto per raggiungerci.

 

Auguri a tutte le donne!!!

Pubblicato in:  on at 12:47 pm Lascia un Commento
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