Impossible shadow…

Leggo il blog di un’amica e trovo il link di un sito per trovare il proprio “nickname ancestrale”; pubblico qui sotto il risultato:

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Giuro che non l’ho capita…

Pubblicato in:  on Febbraio 25, 2008 at 9:57 pm Lascia un Commento
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Rilassarsi al ritmo della respirazione

Il percorso “Semplicemente al femminile” (di cui ho parlato nel post precedente) prevede l’insegnamento di una tecnica di rilassamento, finalizzata ad alternare ai momenti di attività, momenti di riposo e di tranquillità. Per “momenti di attività” si intende tutto l’insieme di quelle situazioni che ogni giorno provocano vero e proprio stress. Rilassarsi è, quindi, un modo per recuperare la propria energia, per ristorarsi.

Rilassarsi però non è facile come possa sembrare. Quando mi stendo sul letto, chiudo gli occhi e cerco di liberare la mente dai pensieri quotidiani, questo stato iniziale di relax non dura più di 20 o 30 secondi: subito quei mille pensieri che ogni giorno mi creano tensione e stress affiorano alla mia mente, impedendo il rilassamento.

La tecnica di cui parlavo prima deriva da una disciplina di origine cinese, il Qi Gong, secondo la quale il rilassamento si ottiene attraverso l’ascolto della propria respirazione. Si inizia stendendosi ed assumento una posizione comoda e si comincia a prestare attenzione alla respirazione. Se (al solito!) quell’antipatico e rompi scatole pensiero riaffiora alla mente, il sistema non è scacciarlo, ma prenderlo in considerazione per poi farlo scivolare via, come quando ci sporchiamo di fango e prendiamo in mano quella zolla di terra molliccia e con un gesto rapido ce la scolliamo di dosso. Una volta scacciato il pensieraccio, si torna a prestare attenzione alla propria respirazione, al suo ritmo e ci si lascia trasportare da questa. Non ci si deve preoccupare se l’operazione scaccia-pensieri deve essere ripetuta più e più volte, né ci si deve arrabbiare con sé stessi: il segreto di questa tecnica è la costanza, la tenacia, finché tutto diventa automatico.

Provare per credere!!!

Pubblicato in:  on at 9:21 pm Commenti (2)
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Il nome e la sua eredità

Sto frequentando un corso, o meglio un percorso psicologico-esperenziale intitolato “Semplicemente al femminile” finalizzato all’acquisizione di una maggiore e migliore consapevolezza di se stesse come donne. Siamo un gruppo di 5 (ovviamente) donne, di età compresa tra i 22 ed i 60 anni, guidato da una psicoterapeuta. La prima riflessione che è stata richiesta dalla nostra “capogruppo” ha riguardato il nostro nome; le domande alle quali dovevamo dare risposta sono: chi ci ha dato il nostro nome? quale eredità pensiamo di aver ricevuto con il nostro nome? Mi sono messa all’opera ed ho indagato.

Il mio nome, Daniela, è stato scelto da entrambi i miei genitori. Mi hanno raccontato di aver letto e riletto il calendario alla ricerca del nome più bello e dolce. La scelta finale era tra Daniela e Roberta. Mia nonna paterna insisteva perché mi chiamassi come lei, Ersilia. ErsiliaERSILIA?!?!?!? Ringrazio mia mamma per essersi categoricamente rifiutata di appiopparmi questo nome!!! “Come ti chiami bella bambina?” “ERRRRRSILIA…” Mi dispiace per la nonna, ma questo nome fa spavento!!! Probabilmente non l’avrei mai detto per intero, ma avrei usato il diminutivo Lia. Per fortuna non ce n’è stato bisogno. (fiuuuuuuuuuuuuu!!!).

Il criterio su cui i miei si sono basati per la scelta è la sensazione che il nome trasmetteva loro: Roberta dava l’idea di una persona forzuta e un po’ brutale, Daniela era, invece, più dolce ed armonioso. Ho cercato su internet e sui libri il significato di Daniela. Deriva dall’ebraico daniy’el, composto da dan “ha giudicato” (oppure da dayan “giudice”) e dalla forma abbreviata ‘el di ‘elohim “Dio”; il sognificato è, quindi, “Dio ha (così) giudicato” o “il mio giudice è Dio”. Si tratta, quindi, di un nome dal significato molto forte ed importante.

Riguardo all’eredità che sento di aver ricevuto con il mio nome, credo sia la seguente: sento che le persone che mi stanno intorno si aspettano sempre qualcosa da me, qualcosa di importante, forse anche di straordinario. Non so di cosa si tratta, ma so che è qualcosa che devo fare o dimostrare. Questo “qualcosa” è forse legato al significato del mio nome? Devo confessare che questa cosa mi spaventa non poco…

Pubblicato in:  on Febbraio 24, 2008 at 11:25 am Lascia un Commento
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Il rito della doccia

Non c’è nulla di più rilassante di una doccia bollente dopo un’intensa e frenetica giornata di lavoro! Spesso mi dico: torno a casa, mi faccio una doccia veloce e arrivo a tavola puntuale… ogni volta però non faccio i conti con la meravigliosa sensazione di relax che mi dà il getto di acqua bollente sulla testa… di conseguenza la mia cena deve essere riscaldata al microonde!

Il rituale invernale è sempre lo stesso: inizio con l’acqua tiepida, per poi aumentare la temperatura fino a farla diventare prima calda, poi bollente. Ovviamente il rituale estivo è al contrario: inizio con l’acqua tiepida, per poi diminuire la temperatura fino a farla diventare prima fresca, poi freddissima! La sensazione di essere un condizionatore ambulante dura parecchie ore! D’inverno, invece, mi sento un termosifone!

Il momento che prediligo per il mio rituale invernale è quando in casa non c’è nessuno, non perché mi metto a cantare a squarciagola (anche se, a parere del Maestro Marco la mia voce da contralto non sarebbe niente male… se solo studiassi un po’ di canto!). Purtroppo il sistema idrico di casa mia è vecchio quanto il quartiere in cui abito: avrà almeno 150 anni!!! Tutto sommato funziona benino, ma quando mi trovo sotto la doccia e qualcuno apre il rubinetto dell’acqua della cucina o degli altri bagni… quel meraviglioso getto di acqua bollente (ricordo che siamo in inverno) si trasforma in un rigagnolo di acqua gelida per poi ritornare bollente e copiosa non appena questo qualcuno chiude l’incriminato rubinetto. In quel momento il raggiunto relax si trasforma in rabbia tremante (per il freddo), perciò il rituale deve essere immediatamente ripetuto, con la conseguenza che i minuti del microonde devono essere aumentati…

Starei ore ed ore sotto quel getto di acqua! Il bagno in vasca non mi dà la stessa soddisfazione, a meno che non si tratti delle vasche naturali delle Terme di Saturnia, riempite da cascate di acqua a costante e caldissima temperatura… che vacanza!!! VOGLIO PARTIRE SUBITOOOOOOOOOO!!!!!

Pubblicato in:  on Febbraio 20, 2008 at 10:27 pm Commenti (2)
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Essere clown

Cosa c’è di più bello del sorriso di un bambino? e quanto è meraviglioso se quel sorriso appartiene ad un piccolo paziente in ospedale? Da poco più di due mesi sono clown di corsia… beh forse ho usato una parolona troppo grossa, non sono proprio clown a tutti gli effetti, sono ancora in formazione, un’apprendista; devo totalizzare almeno 100 ore di tirocinio prima di diventare clown clown! Ma gli abiti colorati, il camice tutto variopinto, il trucco e soprattutto il nasone rosso… beh direi che dei clown veri e propri c’è davvero tutto!!!

La mia avventura è iniziata a metà novembre 2007 insieme ad altri 35 aspiranti clown, tra i quali il mio Marco, la sorellina Chiara ed il suo moroso Matteo. Un fine settimana tutto dedicato ad un super-mega-corso super-mega-intensivo di 3 giorni tutti dedicati ad imparare i primi rudimenti per essere clown e soprattutto una squadra di clown, sotto la guida del nostro personal trainer, il Clown Bailando. Esercizi per imparare a fidarsi del proprio compagno, per capire come affrontare il rifiuto da chi crede che il clown sia solo un perditempo ed esercizi per imparare ad ascoltare la musica e a muoversi al ritmo di questa (senza quei balli scatenati che di solito si fanno in discoteca… oh mamma, la discoteca… che ricordi!!!), per finire con l’imparare l’arte delle gags non recitate a memoria, ma improvvisate e per questo sempre diverse e divertenti! Si è trattato di un corso base, ma la realtà dell’ospedale è ben diversa.

Con il nome clown CIP (ovviamente il mio Marco non poteva non chiamarsi CIOP), svolgo servizio presso l’ospedale civile di Vicenza, nei reparti di pediatria, chirurgia pediatrica, ortopedia, maxillofacciale e pronto soccorso… questi ultimi sono i più duretti. I clown non sono mai soli, di solito ce ne sono 3 o 4 per stanza; noi clown in formazione siamo accompagnati da almeno 2 Angeli, clown esperti con il compito di salvare la situazione in caso di gaff da inesperienza… cosa che non sempre riesce, visto che capita che siano proprio gli Angeli a fare gaff, vero REZ!!!

Il servizio di questa sera si è svolto in pediatria, in compagnia dei 2 Angeli, GATTONE e GNAM-GNAM, e di CIOP ed INDY (notare… Indy con la Y!!!), entrambi in formazione. Sono sempre troppi i piccoli pazienti ricoverati, tutte le stanze di degenza erano occupate. Ci sono bambini di pochi mesi, che non possono comprendere le gags dei clown, ma ho visto il loro occhioni diventare subito vispi ed incuriositi alla vista del mio nasone rosso. In questi casi le scenette e le battute sono più per i genitori, alcuni dei quali non aspettano altro che il nostro arrivo e non fanno che ringraziarci della nostra sola presenza. Poi ci sono i pazienti più grandicelli, che partecipano alle nostre scenette e giocano con i nostri palloncini, abilmente trasformati in spade, cagnolini, fiori e coccinelle!

Essere clown di corsia significa portare il sollevo di un sorriso nella sofferenza della malattia. Ogni volta, però, mi accorgo di aver ricevuto molto di più.

Pubblicato in:  on at 12:50 am Commenti (1)
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Cambiamenti…

Incredibile come una piccola modifica della propria acconciatura possa causare un grande cambiamento del proprio aspetto! Ho portato per anni la stessa pettinatura: capelli tutti pari, fronte scoperta, nessun ciuffo, nessuna piega (anche perché i miei capelli sono più dritti degli spaghetti prima della cottura). Un paio di settimane fa una piccola quanto incredibile rivoluzione: ho fatto la frangetta!!! Gli amici che mi hanno visto hanno strabuzzato gli occhi dallo stupore per il mio combiamento, alcuni hanno quasi urlato per la meraviglia! C’è perfino chi (vero Ale!!!), il giorno dopo, mi ha mandato un messaggio chiedendomi se avevo ancora la frangetta, raccomandandosi perché la tenessi a lungo e non solo per nascondere il bernoccolo causato dallo schizzare del tappo del prosecco (al pensiero mi fa ancora male AHIA!!!). Di certo non mi dimenticherò di fare attenzione la prossima volta che preparerò uno spritz: mai lasciare incustodita la bottiglia di prosecco senza la gabbietta di protezione del tappo, specialmente se il tappo è di durissima plastica!!! Esistono bottiglie di prosecco con tappi di sughero? ma soprattutto… se il tappo fosse stato di sughero il dolore e il bernoccolo sarebbero stati gli stessi? mah, meglio comunque non provare, vah!

Torno alla mia frangetta. La cosa più simpatica che è successa in seguito alla mia piccola rivoluzione è che alcuni amici hanno proposto alle loro morose di pettinarsi come me! Ciò che è incredibile è che fino a poco tempo fa ero io che cercavo di imitare le pettinature di queste stesse ragazze, così come cercavo di imitare il loro modo di comportarsi, allo scopo di rendermi più simpatica, per sentirmi più integrata nella cerchia degli amici. Non che mi ritenga una persona antipatica o poco socievole, ma la mia timidezza è stata più volte causa di difficoltà nei rapporti con le altre persone. Perciò imitavo le altre ragazze, per cercare di superare questo mio problema. Mi sono accorta che non risolvevo nulla, anzi in molte occasioni sono anche arrivata a non riconoscermi più. Ho quindi optato per uno stile tutto mio e, come primo passo, ho deciso di farmi la frangia, poi di vestirmi in modo più carino ed elegante “investendo” parte dei miei risparmi presso le boutique del centro… Il risultato: mi sento bene! E’ bello ricevere i complimenti da chi mi sta intorno, ma è ancora più bello riceverli dalla persona a cui tengo di più, il mio Marco!!!

 

Pubblicato in:  on Febbraio 18, 2008 at 7:43 pm Commenti (6)
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Quel gruppo di studio!!!

Dopo più di un anno, oggi è stato ricostituito il vecchio gruppo di studio dell’università. Tre amici, che si sono incontrati in quel di Verona ormai otto anni fa, oggi, di nuovo, hanno riunito i loro cervelli per mettere un po’ di ordine nel caos creato dalla Legge Finanziaria per il 2008!

Lo scopo non era così diverso rispetto al passato, quando gli incontri erano finalizzati al superamento di un esame… oggi l’esame da superare è quello di Stato! Sono tuttavia sicura che quando anche quest’ultima grande (immensamente difficile) prova sarà superata, il gruppo continuerà ad esistere poiché il nostro lavoro ci obbliga a tenerci continuamente aggiornati sulle novità fiscali che anno dopo anno – e governo dopo governo – cambiano e a volte (ehm… sempre) stavolgono il nostro sistema tributario.

Questa mattina, sapendo che mi aspettava un’intensa giornata di studio, certamente non è iniziata con il massimo del buon umore (e chi ha voglia di studiare quando si lavora per un’intera settimana e fuori c’è un bel sole?). Ora, mentre scrivo, scopro che non solo non mi sento affatto affaticata, ma addirittura divertita! Forse perché a quel “genio” incompreso di chi ha scritto la Finanziaria è stata più volte scagliata di più di qualche maledizione? Forse perché ci sentiamo vittoriosi dopo aver finalmente compreso (dopo confronti di idee, letture di testi e dispense) i commi che volevamo approfondire? E’ proprio questo spirito, lo stesso di otto anni fa, ciò che mi ha fatto passare una splendida giornata.

Grazie ragazzi!!!

Pubblicato in:  on at 12:43 am Lascia un Commento

Chi ben comincia…

Finalmente, dopo tentativi su tentativi, riesco ad iniziare un blog tutto mio! Si parte con un sito, si finisce immancabilmente con un altro…

A tutti voi che leggete do il mio benvenuto su questo piccolo spazio, questa nicchia che ho voluto ricavarmi in quel grande oceano che è il web. Seguitemi nelle mie emozioni, nei miei ricordi, nelle mie giornate e, se volete, lasciate pure un vostro commento: mi farete cosa lieta!!!

Pubblicato in:  on Febbraio 16, 2008 at 4:45 pm Commenti (1)
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